È ora di spegnere l’Auditel?

Si fa presto a dire programma di successo o serie cult. Nell’era di download, streaming e DVR come si definisce la popolarità di una trasmissione? L’Auditel ha ancora l’importanza di un tempo nel disegnare il profilo del pubblico?
Negli Stati Uniti, dove il metodo di rilevamento dati è molto vicino a quello italiano, queste domande vengono poste da tempo. L’approssimazione dei dati relativi ai telespettatori che il meter Auditel (Nielsen, per gli Americani) permette di calcolare sembra oggi anacronistica. Certo bisogna fare una distinzione importante tra gli interessi del network e il reale successo di un programma. Per le emittenti rimane fondamentale conoscere il dato dei telespettatori live di una trasmissione, dal momento che su questo investono gli inserzionisti pubblicitari. D’altra parte, i telespettatori non sono più un pubblico passivo e facilmente identificabile, tanto che scelgono non solo il programma da vedere ma anche le modalità con cui accedervi. La Rete – con la diffusione dei file peer-to-peer e lo streaming –, le televisioni via cavo e il DVR (ovvero i sistemi che permettono di registrare i programmi per rivederli in un momento diverso da quello della messa in onda, saltando anche le interruzioni pubblicitarie) minano l’autorità del rilevamento dati in stile Auditel. Si verifica quindi una forte discrepanza tra i dati dell’utente televisivo “tradizionale” e il “nuovo” pubblico che sceglie modalità di accesso alternative ai contenuti TV.
Non sono pochi i casi di telefilm sospesi in anticipo per via degli ascolti troppo bassi e poi diventati veri cult per i telespettatori del web. La Cbs, ad esempio, ha trasmesso una sola stagione di Three Rivers, ma dopo la sospensione il telefilm si è riscattato con un buon successo in dvd; Heroes, pur avendo superato i 5 milioni di download, è stato chiuso con mesi di anticipo perché poco amato dal pubblico televisivo. D’altra parte il successo di Glee in televisione non è confermato dalla Rete dove poco più di un milione di utenti scarica le puntate del serial, mentre i telespettatori del piccolo schermo sono oltre 13 milioni. La stessa cosa accade con il cult vampiresco True Blood, che non riesce a raggiungere i 2 milioni di download mentre supera abbondantemente i 5 milioni di utenti TV.
I dati, insomma, parlano chiaro: il mondo dell’intrattenimento si sta trasformando e le nuove piattaforme e modalità di accesso ai contenuti televisivi sono sempre più la normalità, proprio come lo è il telecomando.

Cosa accadrà al sistema di rilevamento dati Auditel? Si ridurrà l’interferenza degli interessi commerciali nella produzione dei contenuti?

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