"2" ANNI E FACEBOOK SARA' SOLO UN RICORDO?

Navigando abbiamo trovato questa interessante analisi di Massimiliano Cremonini dal titolo I segni che FaceBook diverrà irrilevante nel giro di 2 anni (o meno). Anche secondo noi FaceBook sta "esagerando" e gli utenti sembrano essersene accorti. Ecco i segni che lui mette in rilevanza per sostenere la tesi: 
"Magari non saranno proprio 2 anni, ok. Forse meno. O forse ci vorrà qualche mese in più. Però che la fine di Facebook sia imminente è, almeno per me, ormai un dato di fatto. Lo attestano alcuni segni. Eccone alcuni:
1. Gli utenti non postano più (o postano sempre meno)
Alcuni se ne sono già accorti, gli utenti di Facebook postano sempre meno informazioni personali e tendono a (ri)postare sempre di più notizie che provengono dai media mainstream. Fateci caso:

FORBES FOTOGRAFA IL BRANDED CONTENT

Ricordando che c'è una sostanziale differenza tra Branded Entertainment e Branded Content , e  che noi de La Videoevoluzione studiamo e sviluppiamo il primo, quella a cui diamo risalto in questo post è comunque una interessante analisi condotta da Forbes in collaborazione con IGP MEDIA LAB dedicata al Content che potete scaricare a questo link .


LE PROFESSIONI DELLA COMUNICAZIONE. IV Edizione - ALMED, Università Cattolica del Sacro Cuore Milano


Le Professioni della Comunicazione è un workshop  delll'Alta Scuola in Media Comunicazione e Spettacolo dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, ALMED. Giunto alla sua quarta edizione in programma mercoledì 4 maggio, presenta le figure professionali emergenti nel mondo della comunicazione e dei nuovi media, grazie all'intervento di professionisti dei differenti settori.
Articolato su quattro parti, ciascuna corrispondente a una specifica area del mercato della comunicazione e dei media e oggetto della formazione dell'Alta Scuola, intende fornire agli studenti alcuni strumenti utili per orientarsi concretamente nel complesso territorio delle professioni legate alla comunicazione: istituzioni, figure professionali, competenze, pratiche lavorative, ecc.

Riccardo Pasini, il brand entertainer


Dalle aule di largo Gemelli alla laurea in Psicologia fino alla carriera di produttore, regista e conduttore televisivo. È un percorso insolito quello di Riccardo Pasini, fondatore di “Prodotto, fattori di videoevoluzione” e Brand Entertainer, come ama definirsi anche sul suo profilo Twitter. La scelta di psicologia non è stata casuale. «La decisione di fare tv è sorta ancor prima dei miei studi universitari. Fin dall’età di tre anni ero affascinato dal piccolo schermo. Il desiderio di inseguire il sogno di lavorare in televisione è maturato dopo».
Perché proprio la facoltà di Psicologia? «Volevo fare l’Università, con l’intento di frequentare un percorso di laurea che mi fornisse strumenti sia teorici, sia pratici. Da questo punto di vista psicologia era il corso perfetto perché come principio fondamentale ti consente di capire il tuo interlocutore nell’atto di comunicare. Eppure all’inizio era scontato che avessi frequentato Scienze della Comunicazione, avendo sostenuto anche il test d’ingresso».
Che cosa è successo? «Un amico di famiglia, Enzo Baldoni,
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